Omotossicologia

Qualunque organismo vive in continuo equilibrio con tossine endogene ed esogene secondo il principio di bertanlaffy in un sistema di flusso dinamico, se non abbiamo uno sviluppo virulento dell’omotossina questo stato viene definito salute.

Quando l’equilibrio viene rotto e il nostro sistema di drenaggio non riesce a controllare questo stato l’organismo innesca un meccanicismo di difesa che definiamo malattia.
Qui Reckweg, il padre dell’omotossicologia introduce un concetto nuovo ,fermando che la malattia è da interpretare come la risultante della interreazione tra noxa patogena fattori ambientali ma soprattutto dalla reattività individuale.
A seconda del’entità dell’aggressione e deel’integrità del sistema difensivo autologo, l’organismo manifesta quadri clinici differenti che si possono classificare e da qui con gli oppurtuni rimedi aiutare a tornare verso lo stato salute.
La grande innovazione consiste nel fornire al medico armi nuove dove la conoscenza dell’ individuo prima ancora della sua malattia fornisce indicazione irrinunciabilili per il succeso terapeutico, dove il protocollo di lavoro deve ogni qualvolta modificato dal medico e dove l’azione farmacologia e cosi il suo successo non è dato dalla quantità,
ma dalla qualità della terapia.
Alcuni hanno definito l’omotossicologia l’omeopatia del 2000, ma è semplicemente l’evoluzione naturale dell’arte medica aperta all’applicazione di terapie di accertato successo, non più accettate empiricamente, ma secondo rigide evidenze scientifiche, con introduzione di nuovi farmaci derivati dall’interpretazione biochimica e immunologica delle malattie vengono affiancati rimedi omeopatici, oligoelementi o semplicemente delle migliorie delle abitudini alimentari per ottenere dal paziente un miglioramento del suo stato
 

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