questo nuovo materiale ceramico permette la produzione di restauri dentali molto resistenti con un unico materiale
All’inizio si fabbricavano soltanto corone singole e ponti piccoli, adesso è però possibile un utilizzo più ampio.
Per raggiungere questo scopo si usa Ossido di Zirconio presinterizzato stabilizzato con ittrio.
La struttura fresata è il 25% più grande e durante il processo di sinterizzazione a 1.500 °C si riduce alla sua grandezza originale raggiungendo cosi la sua resistenza massima che alla flessione è di 1.200 MPA.
L'Ossido di Zirconio qui utilizzato presenta 2 gradi di opacità, uno molto opaco per ricoprire monconi sporgenti molto scuri o con perni moncone metallici dove non è possibile dare uno spessore alla struttura in Ossido di Zirconio di almeno 0.6 mm. E uno più tralucente per tutti i restanti lavori.
Può essere colorata prima della sinterizzazione impregnandola per immersione con appositi liquidi coloranti nei 16 colori della scala Vita, l’immersione avverrà per un periodo molto breve di 2 secondi allo scopo di infiltrare il materiale per una profondità massima di 0,2 mm. Evitando cosi un possibile indebolimento dei connettori delle strutture lunghe.
Durante il processo di sinterizzazione i colori si fissano in modo irreversibile nella struttura in Ossido di Zirconio.
Le strutture vengono fresate con un nuovo sistema di fresatura che permette la lettura di qualsiasi tipo di preparazioni anche se divergenti fra loro, questo grazie alla possibilità di fresare sui 5 assi geometrici.
Possono essere prodotti tutti i tipi di abutments, ma anche intarsi e ponti su intarsi.
Prima di cominciare con il processo di fresatura le cappette devono essere realizzate con una resina rigida fotopolimerizzante che si presenta in forma viscosa, simile a cera calda.
Verrà applicata con una siringa sul moncone polimerizzandola di tanto in tanto in una prima fase senza coinvolgere i margini e successivamente viene mobilizzata riposizionata e solo allora vengono realizzati i margini evitando di assottigliarli eccessivamente in maniera da conferirgli rigidità.
Eventuali elementi sospesi verranno realizzati in resina fotopolimerizzante da cucchiai individuali e consolidati alle cappette.
A questo punto la struttura ottenuta potrà essere portata, con delle frese al tungsteno, alla forma e spessore desiderato non scendendo sotto i 0,5 mm., qualora i margini fossero troppo lunghi possono essere accorciati utilizzando dei gommini.
Risulta utile considerare che per la forma della struttura valgono le stesse regole meccaniche utilizzate per le travate metalliche, dimensionare quindi le cappette nelle zone limitrofe ai connettori a seconda di quali e quanti elementi sospesi le cappette dovranno sostenere e tenere presente che meccanicamente si ottengono valori di resistenza maggiore nei connettori privilegiandone l’altezza occluso-cervicale anziché la larghezza vestibolo-distale.
La struttura in resina dovrà essere comoda e stabile sul modello master in quanto il fresatore la riprodurrà esattamente anche negli eventuali errori di costruzione.
Risulta inoltre opportuno e consigliabile provare sul paziente la struttura in resina prima di procedere alla duplicazione in zirconia.
Dopo la sinterizzazione l'Ossido di Zirconio non ha più bisogno di un trattamento speciale della superficie.
L’applicazione di un wash con dentina offre il vantaggio di evitare elevazioni nella zona cervicale.
La ceramica per l'Ossido di Zirconio può essere cotta tutte le volte necessarie.
Il CET dell'Ossido di Zirconio è di circa 10 e la lavorazione della ceramica su di essa risulta particolarmente agevole in quanto:
non avviene nessuna distorsione della struttura
si può tranquillamente arrivare a toccare la struttura sottostante senza alcun deficit estetico
si possono eventualmente allungare margini con ceramica anche successivamente alla prova estetica senza che si evidenzi il classico margine grigio delle armature metalliche
si può immergere il lavoro in acido fluoridrico senza danneggiare l'Ossido di Zirconio
Alcuni vantaggi del sistema Zirkonzahn:
Elevata resistenza 1.200 MPA
Biocompatibilità elevatissima
Assenza di metalli al 100%
Non crea ombre nere sui margini
Tralucente
Elevata precisione (circa 20 micron)
Può essere eseguito su qualsiasi tipo di preparazione
Cementazione convenzionale con cemento fosfatico o vetroionomerico
Possibilità di restaurare ponti circolari di 14 elementi
Possibilità di realizzare abutment implantari
Il motivo principale è la sua biocompatibilità, certo esteticamente valido resistente ai carichi, rigido e può sostituire le maggior
numero di tipologie protesiche in metallo.
Quindi la biocompatibiltà, cioè la sua incapacità ad interferire con i fluidi orali e non permettere un attacco da parte dei batteri.
Qusta necessità di realizzare protesi metal-free nasce dall’aumento dei fattori allergenizzanti e i metalli, i lori ossidi, sono tra questi i
più presenti, in quanto non possono essere usati puri, oro zecchino, ma solamente come leghe o peggio ancora come miscelanee, le
quali creano correnti ioniche negative per l’organismo, in quanto portano ad uno squilibrio del pH orale e ossidazione o riduzione delle
sostanze presenti, creando così i famosi radicali liberi che la scienza moderna cerca di combattere per ridurre gli effetti di
invecchiamento cellulare e di differenziazione.
Per noi diventa irrinunciabile a questo punto il suo utilizzo, perché non compromette tutti i nostri sforzi tendenti ad ottenere nelle
protesi quella precisione e bilanciamento articolare che possono diventari inutili se i componenti metallici utilizzati vengono ad
intossicare il nostro paziente, il quale spesso è ignaro di questo status, ma che a lungo andare potrebbe creare squilibri di difficile
risoluzione.